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Che il d-star sia un sistema innovativo, non c'è dubbio!
Che il signor Ferrara, prima di altri, ne abbia compreso le potenzialità e sposato la tecnologia a costo zero, è sicuro!
Lo racconta con dovizia di particolari, il comunicato con cui invita gli Utenti d-star della Capitale a festeggiare l'accenzione del nuovo sistema, ottenuto come il precedente, senza esborso di denaro;
c'è chi può!
La differenza fra i due episodi, è "appena rilevante":
nel Dicembre del 2006, egli rappresenta nel bene e nel male, il CISAR, una grande Associazione numericamente importante, oggi, non rappresenta altro che i millesimi condominiali delle sue proprietà immobiliari.
"La storia del D-Star in Italia", dice la nota, "risale a Maggio 2006, quando il Presidente della Icom, al secolo JA3FA", accoglie una richiesta di sperimentazione presentata dall'allora Presidente del CISAR, a cui concede, "per il tramite del suo importatore italiano Marcucci, un intero sistema ripetitore con tecnologia digitale D-Star, che, una volta installato e messo in funzione, avrebbe dovuto incontrare "la simpatia dei radioamatori romani".
Ciò è vero solo in parte , poichè Il Ferrara, fa i conti senza l'oste:
non tiene ad esempio conto che, l'elevato costo degli apparati, e l'impossibilità di sceglierne la marca, ne limitano l'espansione.
Non importa!
Egli, continua ad usare i "nuovi giocattoli" attorniato da pochi fedelissimi, gli altri, se vogliono giocare, che se li comprino!
Il recente spegnimento del vecchio ripetitore di Roma, avrebbe creato "un certo vuoto, particolarmente sentito".
Nei giorni scorsi, continua il documento "siamo stati contattati dai due distributori di Roma del marchio Icom", (non capisco a chi si riferisca il plurale), comunque andiamo avanti:
"i quali hanno espresso la volontà di premiare comunque" il nostro lavoro, dichiarandosi disponibili a fornire ai Radioamatori di Roma un nuovo kit completo di apparati D-Star.
E vai col bis!...
Premesso che l'importatore e di conseguenza i distributori capitolini abbiano sempre e comunque, il diritto di promuovere i prodotti secondo la logica commerciale che ritengono più idonea, mi permetto di significare loro soltanto un piccolo dettaglio:
le apparecchiature che costituiscono il neo nato nodo di Roma, in realtà, non sono "fornite ai radioamatori della Capitale, come indica l'invito, ma affidate ad un ristrettissimo gruppo di persone, che non rappresentano che se stessi in città e fuori;
se per loro va bene così?
Esistono nella città Eterna, Associazioni come l'A.RA.C, ben più rappresentative del mondo amatoriale capitolino, che annoverano centinaia di veri iscritti, potenziali clienti del
marchio Icom, ma forse questo, al nord non lo sanno.
Questa sera "è partita ufficialmente la seconda fase del digitale a Roma, con la presentazione e la riaccensione del nuovo impianto", continua l'invito:
Nominativo ponte: IR0MA
Chiedo scusa se intervengo:
perchè usare un nominativo rilasciato al Cisar in occasione del Natale di Roma del 2000, quando si può usare tranquillamente il proprio?
Ammesso che esso sia stato rinnovato, RICORDO CHE i nominativi speciali valgono un mese, allora che senso ha mantenerlo in vita?
Come la giri e la rivolti, una figuraccia del genere non ci voleva!
e pensare che una volta "stava pure al Ministero"!
per quanto riguarda infine le Frequenze:
145.993,75 Mhz shift - 1.975 Mhz - ingresso 144.018,75 Mhz - Unità C
ma non siamo in banda satelliti?
E' vero che non è ancora acceso, ma lo sarà prima o poi, a meno che non sia finto!
che dire della canalizzazione e degli shift?
un optional!
è brutto rilevare che, proprio chi passa la vita a bacchettare il prossimo, ora commetta errori da cartellino rosso.
E' vero l'antico proverbio:
fa quel che il prete dice, ma non quello che fa!
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